Cava delle Arti

Non nasce teatro laddove la vita è piena, dove si è soddisfatti. Il teatro nasce dove ci sono delle ferite, dove ci sono dei vuoti. E’ lì che qualcuno ha bisogno di stare ad ascoltare qualcosa che qualcun altro ha da dire a lui.

Jacques Copeau

Un luogo d'immaginazione contro l'emarginazione

Cos’è per te la Cava delle Arti ?

Risponde Chiara de Francesco, Asimmetrie ArtisticheSpesso nell’universo delle compagnie teatrali, trovare una casa è una delle più grandi difficoltà, soprattutto per chi ha bisogno di un vero inizio. Scoprire l’esistenza di un luogo come la Cava delle Arti è la fortuna più grande che possa capitare a qualsiasi attore, e senza alcuna aspettativa lo è stata per noi, una compagnia emergente che spesso si ritrovava a dover provare in spazi di vita quotidiana, come una piccola cucina, una stanza da letto o in un parco, nonostante le temperature invernali.Tra le mura della spaziosa sala prove abbiamo trovato un rifugio, dove poter creare, sperimentare e condividere esperienze artistiche con la Fraternal Compagnia sempre disposta al confronto, all’aiuto e a stimolare con nuove idee e progetti chiunque sia disposto a mettersi alla prova. Come il festival di Bologna Estate YOUth kNOWs, con il quale abbiamo avuto la possibilità di debuttare con tre delle nostre produzioni, I Riti del Bardo, Memento Mori e Marasma. Ma la nostra produzione artistica continua ancora oggi a prendere vita all’interno di questa realtà. In questo periodo ci stiamo dedicando ad un nuovo progetto che possa far luce sulle reali tematiche con cui le nuove generazioni si stanno confrontando. Siamo partiti da un’indagine interna alla compagnia ma adesso la stiamo ampliando anche alle realtà di sostegno giovanile del quartiere. Rispetto ai nostri lavori precedenti “Aspetta, ti va?” utilizza un linguaggio più fisico e metaforico.. Strutturato per quadri, l’empatia e il riconoscimento saranno i piedistalli di questo spettacolo.