GLI AMANTI DI VERONA

Regia C. Boso

VISITA AL DOTTORE

Regia R. Danielli

IL TEMPO DELLE ATTRICI

Regia M. Macchiavelli

DI MASCHERA IN MASCHERA

Regia M. Macchiavelli

LA GRANDE SORELLA

Regia M. G. Ghetti

 

Visita al Dottore

La nascita e il cammino nei secoli del Dott. Graziano, poi Balanzone:
un nuovo linguaggio e l’evoluzione di un “tipo”

Regia: Romano DanielliInterprete: Tania Passarini
Testo: Romano Danielli - Massimo Macchiavelli
Interpreti: Massimo Macchiavelli - Tania Passarini
Maschere: Tania Passarini - Aurelio Quagliano
Luci: Andrea Bonazzi


Il Dott. Graziano, maschera bolognese, è un personaggio atipico, portato all’assolo per sua “conformazione genetica”. Il personaggio nasce come presa in giro di un lessico culturale e concettuale degli uomini di apparente cultura, di un mondo accademico chiuso in sé stesso e autoreferenziale (come diremmo oggi). Ma è anche figlio del teatro di strada - o per meglio dire di piazza - che nel medioevo vedeva confraternite di cerretani girare l’Italia e il mondo mendicando per poi sviluppare la figura ciarlatano (che sfrutta la credulità altrui esaltando titoli e pompose apparenze) e successivamente del pedante (che ostenta con presunzione il proprio sapere, spesso inconsistente) per approdare infine alla Commedia dell’arte. Caratteristica unica nel panorama del teatro all’improvviso il Dott. Graziano è portatore della “graziana”, una lingua nuova (non soltanto un tipico dialetto come avviene per le altre maschere) caratterizzata dal non sense, dal latino maccheronico o dai francesismi, da lunghi ed inutili elenchi, associazioni di idee e i mille altri stratagemmi che ne fanno un lingua di grandissimo impatto teatrale e di una comicità irresistibile.
Visita a un dottore percorre questo excursus mettendo in scena brani recitati alternati a filmati e diapositive, per terminare con un improbabile Botulio Siliconi ex chirugo estetico, candidato politico, immaginato come odierno erede di questa tradizione.
Lo spettacolo nasce da una ricerca storica patrocinata dal Comune di Bologna per diffondere questa maschera che pur nella sua grande importanza è stata trascurata prima di tutto dalla città che gli ha dato i natali. Lo spettacolo è stato prodotto nel 2010 in occasione della Giornata Mondiale della Commedia dell’Arte è stato rappresentato in anteprima al teatro Tivoli di Bologna, in una serata di presentazione del progetto L’eredità della maschera, ed è stato uno dei seminari del 25 febbraio Giornata della Commedia dell’Arte.


Esigenze tecniche
Palco o pedana 5x3 m. minimo; proiettore video (al quale collegare un computer portatile provvisto dalla compagnia); impianto suono e lettore cd; schermo per proiezione o telo bianco 2 x 2 m. minimo; impianto luci; mixer e dimmer


Durata: 1 ora

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