GLI AMANTI DI VERONA

Regia C. Boso

VISITA AL DOTTORE

Regia R. Danielli

IL TEMPO DELLE ATTRICI

Regia M. Macchiavelli

DI MASCHERA IN MASCHERA

Regia M. Macchiavelli

LA GRANDE SORELLA

Regia M. G. Ghetti

Il tempo delle attrici

Le armi delle donne…


Interprete: Tania Passarini
Regia: Massimo Macchiavelli
Coreografia mediorientale: Maria Martinez Penalba
Maschere: Aurelio Quagliano
Luci: Alessandro Fornari


Il tempo delle attrici è una commedia moderna che prende a prestito testi antichi per proporre una serie di personaggi femminili accomunati dall’esigenza di affermarsi nei confronti degli uomini e del proprio contesto sociale:
Eva, la prima donna nata da una costola di Adamo per colmarne la solitudine, è una creatura ansiosa di conoscere, che non si ferma di fronte alle proibizioni imposte dal Dio che l’ha creata. Coglie il frutto proibito e induce in tentazione il pacificato e obbediente Adamo. Secondo la tradizione cattolica diventata ormai luogo comune, Eva è il simbolo per eccellenza di una femminilità peccaminosa e colpevole, esatto opposto della virginale Maria..
Proprio così! La nascita della donna è cominciata con una battaglia con l’uomo sia esso Adamo o Dio in persona. Noi donne nei secoli abbiamo dovuto affinare armi particolari diverse da quelle degli uomini più abituati a combattere; armi di seduzione, di ricatto o di mercimonio armi sempre e comunque usate nei confronti degli uomini. Dopo l’esempio di Eva, povera donna che per farsi perdonare ha dovuto partorire l’umanità intera, veniamo a donne più combattive.
Il prologo crea con ironia l’occasione per parlare delle armi che le donne hanno saputo sfruttare fin dall’antichità pur essendo (o proprio perché erano) il “sesso debole”, ed è il pretesto per un excursus storico legato al teatro. Lisistrata (Aristofane), che organizza un improbabile sciopero del sesso per cessare la guerra tra spartani e ateniesi, Salomè (Oscar Wilde), la sensuale e capricciosa principessa che grazie alle sue armi seduttive ottiene la testa di Giovanni Battista o La Pippa che viene istruita dalla propria madre Sull’Arte Puttanesca (testo del quindicesimo secolo dell’Aretino), sono solo alcuni dei personaggi che mettono a nudo, giocosamente o drammaticamente, l’anima femminile, dando modo all’attrice che le interpreta, Tania Passarini, di offrire al pubblico continui travestimenti accompagnati da canto e danza. Un posto particolare è inoltre riservato alla maschera, oggetto oggi poco utilizzato nel teatro e che invece un tempo dominava le scene permettendo all’attore di esprimere la propria abilità mimica e pantomimica. Ecco allora che altri personaggi come Ecate, Masca e Splorcia (le streghe del Macbeth di Shakespeare) o lo Zanni (dalle giullarate medioevali) prendono vita in un contesto che ancora una volta denuncia (“…secoli di arte e di storia raccontano di donne alle quali era proibito mostrarsi. Mentre l'uomo ha potuto, attraverso il teatro e le altre arti, esprimere i propri sentimenti, esplorare la natura umana e incidere sulla vita sociale…”) e al tempo stesso con ilarità sdrammatizza la posizione subalterna della donna nei secoli. Chiude la scena Isabella Andreini, sagace attrice del Seicento, simbolo di un riscatto sociale che prenderà pienamente forma solo quattro secoli più avanti dopo le battaglie degli anni settanta del secolo scorso; dopo anni in cui alle donne era proibito salire sulla scena per recitare e anni in cui a questo mestiere era associata la prostituzione, ecco finalmente iniziare il tempo delle attrici.


Esigenze tecniche
Palco o pedana 5x4 mt. Minimo;
Collegamento per proiettore e pc portatile (provvisti dalla compagnia) sul retro palco;
Fondale bianco per retroproiezione e controluce;
10 fari più gelatine- ghiaccio, ambra, viola, verde, rosso, giallo;
Lettore cd e amplificazione

Durata: 50 minuti

   
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